20 Novembre, 2019
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Problemi di coppia tra parodontite e impianti

La parodontite è un’infiammazione che coinvolge il cavo orale, e nelle forme più gravi causa la perdita di uno o più denti. Per rimpiazzare i denti mancanti è necessario ricorrere all’implantologia. La maggior parte delle persone che hanno fatto ricorso a un impianto, hanno sofferto dunque di problematiche parodontali. In questi pazienti le patologie parodontali potrebbero non essere state curate del tutto, ed è indispensabile trattarle prima dell’inserimento degli impianti, per garantire un buon esito dell’intervento restaurativo.

 

In letterature alcuni studi clinici evidenziano la necessità di curare adeguatamente l’infiammazione parodontale prima di procedere con il posizionamento di uno o più impianti. È controindicato intervenire su pazienti che continuino ad avere sintomi di parodontite, spesso sanguinamento al sondaggio.

 

È assolutamente necessario inserire i pazienti che sono stati operati in programma di visite di controllo professionale dell’igiene orale almeno ogni sei mesi. Questa terapia parodontale di supporto con richiami periodici è indispensabile per evitare il ripresentarsi dell’infiammazione e per intercettare patologie perimplantari precocemente.

 

Tutto ciò è indispensabile per evitare l’insorgenza di complicanze all’installazione implantare, la perimplantite. L’infiammazione dei tessuti a supporto dell’impianto non sempre è trattabile con successo provocando addirittura una progressiva perdita di osso perimplantare, fino a provocare l’eventuale perdita dell’impianto.

 

Coloro che sono stati affetti da parodontite, hanno una maggiore probabilità di essere esposti al rischio di complicanze perimplantari, soltanto per aver avuto una “storia di parodontite”. I problemi di coppia tra parodontite e impianti tendono a manifestarsi ancora di più se i soggetti sono stati affetti da una patologia parodontale che si presentava in forma grave, aggravata da fattori di rischio come ridotta igiene orale, predisposizione genetica, alimentazione scorretta e fumo.

 

Nei soggetti in cui la perdita di uno o più denti a causa della parodontite, sono presenti delle condizioni anatomiche che potrebbero provocare difficoltà nel posizionamento dell’impianto. Ad esempio, la recessione delle gengive, lo spostamento dei denti causato dalla mancanza di alcuni di essi o i deficit ossei, possono rendere necessario ricorrere a interventi chirurgici più invasivi, al fine di rigenerare il tessuto nel quale inserire l’impianto. L’aumento del tessuto gengivale o la ricostruzione ossea risultano necessari nei casi estremi, e causano un allungamento sia delle tempistiche che dei costi per il posizionamento dell’impianto.

 

Non bisogna scoraggiarsi: anche nei pazienti in cui è stata riscontrata la parodontite è possibile istallare e mantenere un impianto. In questi casi bisogna prestare molta attenzione al controllo continuo e rigoroso di tutti i fattori di rischio.

A cura della Commissione Editoriale della
Società Italiana di Parodontologia e Implantologia

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