17 luglio, 2018
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Come si mette un impianto?

L’intervento per il posizionamento di un impianto viene effettuato in anestesia locale, esso prevede una anestesia sovrapponibile a quella effettuata per una cura dentale e non è doloroso.

Durante l’intervento, l’implantologo incide la gengiva a livello dell’osso mascellare e con una piccola punta rotante irrigata con acqua fredda, pratica nell’osso un foro profondo qualche di millimetro, in cui inserisce l’impianto. L’impianto grazie al fenomeno dell’osteointegrazione, si integra nell’osso, assumendo una notevole stabilità.

 

Successivamente sull’impianto viene applicata la corona dentale mediante un pilastro che lo collega alla cavità orale, consentendogli di svolgere la funzione masticatoria oltre che ristabilire l’estetica.

 

In situazioni cliniche favorevoli, si può posizionare un impianto contestualmente all’estrazione di un dente non mantenibile: in questo caso l’implantologo senza necessariamente incidere la gengiva effettua l’estrazione del dente e attraverso un’opportuna modifica dell’alveolo che conteneva il dente con una fresa, posiziona l’impianto più idoneo per dimensioni e forma.

 

In presenza di elevati valori di stabilità dell’impianto è possibile procedere alla presa di una impronta e alla realizzazione immediata di una protesi.

 

Tutto questo con indubbi vantaggi per il paziente in termini di riduzione dei tempi complessivi del trattamento, oltre che di miglioramento del comfort.

 

Nei protocolli operativi che prevedono una riabilitazione protesica fissa dell’arcata dentaria edentula o con dentatura residua compromessa e non recuperabile, sostenuta da 4-6 impianti con carico funzionale immediato, l’intervento può essere più lungo ed impegnativo.

 

In linea generale negli interventi per il posizionamento di impianti il post-operatorio decorre con lieve gonfiore, ridotto, dall’applicazione di ghiaccio e una dolorabilità di debole intensità controllata dall’assunzione di antidolorifici.

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