23 Settembre, 2019
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La diagnosi prima di ricorrere agli impianti dentali

L’inserimento di impianti dentali è ormai una procedura routinaria ed efficace. Tuttavia l’intervento chirurgico, ambulatoriale nella maggioranza dei casi. richiede una diagnosi prima di ricorrere agli impianti dentali, uno step necessario.

 

Quando è necessario ricorrere a impianti dentali per sostituire uno o più denti andati perduti, il dentista deve valutare scrupolosamente le condizioni di salute del paziente e della sua bocca. Ciò avviene attraverso una diagnosi prima di ricorrere agli impianti dentali

 

Innanzitutto, in occasione di una visita, l’implantologo ha necessità di raccogliere un’anamnesi, ovvero informazioni sulla salute generale del paziente. Ciò serve a individuare eventuali malattie, avute in passato o ancora presenti, che costituiscano una controindicazione all’intervento, come ad esempio gravi patologie cardiovascolari o forme di diabete non trattate. Le informazioni riguardano anche eventuali condizioni che limitino il successo dell’impianti, come ad esempio eccessivo consumo di sigarette o alcool, assunzione di farmaci, oppure per escludere allergie nei confronti dei materiali usati.

 

Il dentista può, inoltre, acquisire preziose informazioni su precedenti cure odontoiatriche svolte dal paziente che possano influenzare le scelte in vista della terapia implantare.

 

L’esame clinico

Naturalmente, un esame clinico della bocca fornisce indicazioni al dentista sulle condizioni di salute orale. Le informazioni rivelano intatti il livello di igiene della bocca, la salute dei singoli denti, quella complessiva delle gengive e l’occlusione dentale. Inoltre aiutano a comprendere le terapie precedentemente svolte come a esempio, la presenza e le condizioni di corone, ponti o protesi mobili.  In questa occasione viene indagato anche l’aspetto estetico del sorriso. In modo particolare il dentista deve escludere la presenza di malattie gengivali come la parodontite che possano complicare o rendere impossibile l’applicazione di impianti. Qualora fosse riscontrata una forma di parodontite, questa deve essere preventivamente risolta prima di procedere con le cure. Basta l’uso di un semplice strumento come la sonda parodontale per escludere la presenza di una malattia insidiosa ed evitare complicanze nel trattamento.

 

La diagnosi non può escludere il ricorso a esami radiografici (radiografie endorali, panoramiche dentali, TAC).  Questi forniscono ulteriori informazioni sulla quantità e la qualità delle ossa mascellari destinate ad accogliere l’impianto. In questo modo si stabilisce modalità e tempi del trattamento per ottimizzare il risultato estetico e funzionale.

 

In alcuni casi può essere opportuno eseguire degli esami del sangue o richiedere visite di altri specialisti (cardiologo, endocrinologo,…) per pianificare al meglio le cure.

 

La diagnosi precedente l’applicazione di impianti è un momento fondamentale nella programmazione delle cure. Tanto più attento è il modo in cui viene eseguita, tanto più semplice e sicuro sarà il trattamento e tanto maggiore la soddisfazione del paziente.

A cura della Commissione Editoriale della
Società Italiana di Parodontologia e Implantologia

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