22 maggio, 2018
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In cosa consiste la diagnosi della malattia parodontale?

La parodontite si diagnostica mediante il sondaggio parodontale, una manovra semplice e scarsamente invasiva che misura la perdita di attacco attorno ai denti.

 

La diagnosi parodontale si compone di:

  • Raccolta dei dati anamnestici: età, razza, sesso, possibilità di accedere alle cure parodontali, compliance, eventuali esposizioni ambientali quali ad esempio il fumo e terapie farmacologiche che influiscono sullo stato di salute del parodonto;
  • Esame obiettivo: consta nell’osservazione ed ispezione degli elementi dentari, dei tessuti gengivali e mucosi periodontali, nella valutazione dell’igiene orale del paziente, nel sondaggio parodontale con compilazione della cartella parodontale e nella valutazione della mobilità degli elementi dentari;
  • Esami radiologici: da 10 a 21 radiografie endorali, che per la diagnosi parodontale sono molto più utili e precise di esami convenzionali come l’ortopantomografia (o radiografia panoramica);
  • Esami di laboratorio: esami microbiologici per valutare la composizione della flora batterica ed eventualmente esami ematologici e test genetici. Dal momento che non sono sempre necessari, sarà l’odontoiatra, in base ad una visita clinica e alle condizioni del singolo paziente, a giudicare la loro reale utilità.
Photo by Helloquence on Unsplash

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