26 Febbraio, 2021
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Quanto dura la cura della parodontite?

La parodontite è una malattia cronica ad alta frequenza nella popolazione, tanto che l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) l’ha definita endemica. Al mondo infatti si stima che ci siano 743 milioni di individui affetti, per un totale di circa l’11% della popolazione mondiale. Cerchiamo di rispondere alle seguenti comuni domande.

Quanto dura la cura della parodontite?

La parodontite è una malattia cronica che può essere controllata nel tempo. Proprio per questa ragione è opportuno sottolineare che la cura e il controllo dei fattori di rischio richiede una costanza durante tutta la vita. Gli studi scientifici a nostra disposizione, anche con follow-up molto lunghi (uno studio svedese con risultati a 30 anni), dimostrano come la gestione corretta può produrre risultati ottimi e duraturi nel tempo.

Quali sono i momenti principali della cura della parodontite?

La terapia della parodontite è articolata in due fasi principali: la terapia attiva e la terapia di supporto (detta anche di mantenimento). La terapia attiva ha lo scopo di arrestare la malattia e verificare il controllo dei fattori di rischio; mentre la terapia di supporto ha l’obiettivo di mantenere nel tempo la salute parodontale ripristinata dalla prima fase.

La prima fase (attiva) è la terapia non-chirurgica (o terapia causale), che prevede:

  • la rimozione della placca e del tartaro
  • la riduzione dell’infiammazione gengivale (sanguinamento),
  • il controllo delle aree più soggette a ricolonizzazione batterica (tasche, protesi incongrue etc).
  • il controllo dei fattori di rischio del paziente (es. fumo, diabete)
  • istruzioni di igiene orale domiciliare individualizzate
  • cura di altre infezioni del cavo orale, se presenti (per es. carie, granulomi)
  • correzioni dei fattori irritanti locali (es. otturazioni imprecise che possano facilitare l’accumulo di placca batterica)

La terapia parodontale non-chirurgica è generalmente seguita dopo alcune settimane (circa 8-12 al fine di dare tempo ai tessuti di guarire) da una visita di rivalutazione, in cui il parodontologo verifica i risultati conseguiti, mediante il sondaggio parodontale e l’esame radiografico. Quando l’infiammazione è stata risolta ma permangono gli esiti della malattia (le tasche parodontali) può rendersi necessaria la terapia chirurgica parodontale. Essa ha come obiettivi principali: ridurre/eliminare le tasche patologiche residue dopo terapia causale, rigenerare i tessuti di sostegno dei denti. La chirurgia parodontale consente  l’accesso diretto alle radici e ai difetti ossei per creare le condizioni ideali per il ripristino dello stato di salute parodontale facilitando la rimozione del biofilm batterico. Una volta ristabilito il controllo della parodontite con la terapia parodontale attiva, viene impostata una terapia parodontale di supporto individualizzata per il paziente.

Si può risolvere la parodontite una volta per tutte?

Un paziente affetto dalla parodontite può essere risanato (quando la percentuale di sanguinamento al sondaggio è >10% e tasche con profondità di sondaggio <4 mm) , ma per evitare recidive deve sottoporsi alla terapia di supporto. Questa ha infatti lo scopo principale di prevenire la recidiva e la progressione (ulteriore perdita dei tessuti di sostegno dei denti, perdita di denti, etc) della malattia. Gli appuntamenti prevedono una frequenza variabile (2-6 mesi) in funzione delle necessità cliniche di ogni paziente e devono essere visti nell’ottica di una costanza nel tempo. Per le ragioni esposte la parodontite non è possibile curarla in via definitiva con un singolo intervento di breve durata.

 

 

L’informazione sulla situazione parodontale individuale e un rapporto di collaborazione e adeguata comunicazione tra Paziente, Odontoiatra e Igienista dentale è alla base del controllo della parodontite a lungo termine. E’ opportuno sottolineare che questo si sviluppa nel tempo e durante l’arco della vita, considerando che i risultati possono essere ottimi solo con una corretta gestione di tutti gli aspetti sopra menzionati.

A cura della Commissione Editoriale della
Società Italiana di Parodontologia e Implantologia

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