13 Giugno, 2021
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Parodontite e spostamento dentale

La parodontite è una malattia cronica infettivo-infiammatoria che provoca la distruzione del tessuto di supporto del dente (Parodonto).

La progressione della malattia porta a un aumento della mobilità dentale, migrazione o spostamento dei denti causato dalle forze occlusali e di masticazione divenute eccessive a causa della perdita di supporto parodontale. Questo processo viene denominato trauma occlusale secondario ed è co-responsabile dell’insorgenza delle complicanze della malattia nei suoi stadi più avanzati (IV STADIO).

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Quali sono gli effetti della parodontite sulla posizione dei denti?

Gli effetti della parodontite sulle migrazioni dentali sono ormai ben noti e sappiamo che si manifestano maggiormente nei casi di parodontite severa, oggi classificata come tipo III o tipo IV. Il paziente in questo caso, oltre a dover fronteggiare il problema parodontale che mina la possibilità di mantenimento di alcuni dei denti gravemente compromessi, si trova a dover risolvere le complicanze della parodontite. Tra queste, ad esempio, la disfunzione masticatoria data dalla malocclusione e dal trauma occlusale secondario e quella fonatoria (difficoltà nel pronunciare alcune lettere) data dallo sventagliamento degli incisivi superiori che ulteriormente porta allo sviluppo di gravi problemi estetici insieme alla presenza di spazi interdentali irregolari con denti visibilmente più lunghi.

Ma quali sono gli effettivi vantaggi del trattamento ortodontico nei pazienti con parodontite?

Risoluzione dell’affollamento dentale

Il primo beneficio del trattamento ortodontico nel paziente con la parodontite è la risoluzione dell’affollamento dentale eventualmente presente e che ha possibilmente contribuito, come fattore locale, all’accumulo o alla difficile rimozione della placca dentale.

Non sempre è clinicamente possibile ridurre il carico funzionale di un determinato dente, tramite splintaggio o molaggio selettivo, soprattutto quando il paziente ha perso più di un elemento dentario e risulta quindi necessario un trattamento ortodontico associato a terapie protesiche o implanto-protesiche per ristabilire una corretta occlusione.

Risultati dal punto di vista estetico

La terapia ortodontica ha valenza soprattutto funzionale, ma risulta essere anche molto utile dal punto di vista estetico. Infatti, il corretto posizionamento e allineamento dei denti a seguito della migrazione occorsa per motivi parodontali agisce sia sull’allineamento dei margini gengivali che dei bordi incisali dei denti. Ristabilisce, infatti, una corretta linea del sorriso, riducendo lo spazio tra un dente e l’altro e ottenendo una corretta esposizione dentale che proporziona un sorriso gradevole alla vista.

Beneficio biologico

Per ultimo ma non meno importante, il beneficio biologico. Lo spostamento ortodontico dei denti, infatti,  permette di modificare la posizione dell’osso attorno ai denti affetti da parodontite sotto controllo, aggravata dalla posizione in arcata degli elementi dentari. In questo modo, viene determinato un aumento del tessuto parodontale di sostegno che migliora di gran lunga la prognosi a lungo termine di quei denti altrimenti destinati all’estrazione. Inoltre, la corretta posizione dei denti all’interno dell’osso mandibolare e/o mascellare garantisce una maggiore stabilità dei tessuti parodontali a lungo termine. Proteggendoli anche dallo sviluppo di recessioni del margine gengivale associato a riassorbimento della componente ossea (deiscenza) vestibolare o interna.

Controindicazioni al trattamento ortodontico in pazienti con parodontite

Le controindicazioni assolute al trattamento ortodontico in soggetti con parodontite sono:

  • La presenza di infiammazione parodontale identificata con il sanguinamento al sondaggio;
  • La presenza di tasche parodontali residue dopo trattamento parodontale non chirurgico/chirurgico;
  • La presenza di difetti ossei verticali.

La mobilità dei denti di per sé non è una limitazione al trattamento parodontale, anche se una mobilità eccessiva complica le difficoltà cliniche al trattamento e richiede particolari capacità operative. Il controllo del trauma occlusale secondario diventa cruciale per la buona riuscita della terapia. Il mancato controllo di questi fattori e la concomitante scarsa collaborazione del paziente nel mantenere un adeguato controllo di placca porta alla rapida progressione della parodontite con effetti destruenti sui tessuti di supporto.

Quale dispositivo ortodontico è migliore in quanto a controllo di placca?

Gli studi disponibili in letteratura riportano dati concordanti sul fatto che l’applicazione di un dispositivo ortodontico fisso aumenti la probabilità di accumulo di placca e riduca la capacità del suo controllo da parte del paziente. Risulta quindi necessario un aumento del numero di sedute di igiene professionale durante la terapia ortodontica. Invece, essendo pochi gli studi condotti fino a oggi che confrontano la terapia ortodontica fissa (ortodonzia classica) con quella con gli allineatori non è possibile porre diversificazioni rispetto al mantenimento della salute parodontale a corto e lungo termine.

A cura della Commissione Editoriale della
Società Italiana di Parodontologia e Implantologia

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