28 Maggio, 2020
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Prevenzione: come pulire gli spazi interdentali

“Dottoressa, da quando uso il filo interdentale  sanguinano le gengive. Ho deciso di non utilizzarlo perché mi faccio del male.”

“Dottore, ho paura ad utilizzare lo scovolino: sento graffiare sulle gengive.”

Quotidianamente l’insicurezza e l’ansia di fronte a un pericolo reale o immaginario che sia , non permettono di svolgere azioni utili al nostro benessere.

Questo atteggiamento di paura si rivela anche quando dobbiamo prenderci cura della nostra bocca seppure i professionisti dentali (dentisti ed igienisti) ci motivino costantemente su come poter mantenere sane le nostre gengive ed i nostri denti con delle semplici azioni quotidiane da fare a casa.

Come mantenere una buona salute orale?

Per avere costantemente una buona salute orale è importante l’utilizzo combinato dello spazzolino da denti (meglio se elettrico o sonico) e degli strumenti che aiutano a detergere tra un dente e l’altro, i cosiddetti presidi interdentali (scovolino, filo interdentale) almeno due volte al giorno.

La frenesia e le cattive abitudini acquisite negli anni possono portare a spazzolare i denti troppo velocemente e senza prestar attenzione agli spazi interdentali. Tuttavia, è importante sapere che l’utilizzo esclusivo dello spazzolino da denti, sia esso manuale o elettrico è in grado di rimuove una percentuale di placca inferiore rispetto alla modalità che prevede anche l’utilizzo dello scovolino peraltro considerato il presidio di igiene interprossimale d’elezione nei pazienti con parodontite.

Quindi, è giunto il momento di cambiare la nostra routine e di dedicare il nostro tempo più alla detersione degli spazi interdentali che al frettoloso spazzolamento.

Dispositivi interprossimali: quali sono i più efficaci?

In commercio esistono quattro differenti dispositivi interprossimali, di cui solo i primi due risultano idonei per un’adeguata rimozione della placca batterica.

  1. Scovolino o spazzolino interdentale
  2. Filo interdentale
  3. Toothpick o stuzzicadenti
  4. Irrigatori orali

Affinché l’utilizzo dei dispositivi risulti efficace, è importante seguire un adeguato training insieme all’Igienista dentale di fiducia, il dental coach della vostra Igiene orale, il quale è in grado di indicare la modalità e la frequenza d’utilizzo più appropriate al singolo caso e di consigliare la tipologia e la misura più idonea al nostro spazio interdentale, anche quando sono presenti impianti dentali o riabilitazioni protesiche complesse.

Come si utilizza lo scovolino interdentale?

In presenza di ampi spazi interdentali, esposizioni radicolari e forcazioni come esiti di malattia parodontale oppure in presenza di apparecchi ortodontici ed impianti dentali, è consigliato l’utilizzo dello scovolino o spazzolino interdentale. Esso può presentarsi conico o cilindrico ed è costituito da filamenti a diversa lunghezza disposti a spirale intorno ad un’anima metallica, rivestita in plastica.

Stabilita dal dental coach la misura adeguata per ciascun spazio, lo scovolino va inserito con una leggera inclinazione nello spazio interdentale. Per l’arcata superiore, l’inclinazione è dall’alto verso il basso. Per l’arcata inferiore l’inclinazione è dal basso verso l’alto, mantenendolo ben aderente alla superficie da detergere ed effettuando movimenti orizzontali.

È consigliato risciacquare lo scovolino dopo l’utilizzo in ogni singolo spazio interdentale. L’uso di agenti chimici disinfettanti in ausilio all’azione meccanica dello scovolino, è solo su indicazione dello specialista.

Come si utilizza il filo interdentale?

Il filo interdentale è comunemente costituito da materiali sintetici come:

  • Multifilamenti di nylon, in forma circolare o piatta
  • Polietrafluoroetilene espanso (PTFE) monofilamento, composto da un unico filamento più resistente agli strappi, meno tagliente per i tessuti gengivali, più confortevole nei movimenti.

Inoltre, il filo è disponibile cerato o non cerato. La cera, maggiormente utilizzata in passato, è stata sostituita con sostanze che si dissolvono a contatto con la saliva (amido di mais, carbowax). A volte può esser intriso di aromi o agenti terapeutici (menta, clorexidina).

Affinché l’uso del filo risulti efficace, è importante una corretta tecnica:

 

  1. Avvolgere le estremità della porzione di filo (30-40cm) intorno alle dita medie. Per inserirlo tra i denti dell’arcata superiore, va tenuto tra pollice ed indice o tra i due pollici. Invece, per utilizzarlo nell’arcata inferiore, il filo va tenuto tra i due indici. La distanza tra le due dita non deve esser superiore a 1-1.5 cm. In assenza di manualità è possibile avvalersi di forcelle tendifilo preconfezionate.
  1. Introdurre il filo delicatamente nello spazio interdentale, con movimenti di va e vieni fino superare il punto di contatto tra i due denti vicini.
  2. Avvolgere lateralmente il dente (disegnando idealmente una C), aderendo ad una singola superficie del dente sino a percorrere l’intera lunghezza della corona.
  3. Posizionare il filo in prossimità della gengiva senza provocare fastidio o dolore e muoverlo con entrambe le dita in su e in giù, avanti e indietro, sino a quando le pareti saranno pulite facendo attenzione a non tagliare la gengiva

Scovolino o filo interdentale: quale scegliere?

In conclusione, l’efficacia del filo nel rimuovere la placca dipende dalla frequenza di utilizzo, dalla durata del movimento e dalla tecnica acquisita.
Lo scovolino interdentale si dimostra più semplice da utilizzare e, quindi, più efficace nella detersione degli spazi interprossimali.

A cura della Commissione Editoriale della
Società Italiana di Parodontologia e Implantologia

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