20 Novembre, 2019
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Cosa fare quando si ha la “piorrea”

Molte persone sono angosciate dall’idea di avere la “piorrea”, termine improprio ma tutt’ora molto usato nel linguaggio comune per indicare la malattia parodontale o parodontite. Queste persone temono che si tratti di una sorta di malattia senza speranza che porta inevitabilmente alla perdita dei denti. Per fortuna non è così.

 

La “piorrea” è causata dai batteri contenuti nella placca batterica e nel tartaro che si depositano sui denti. Placca e tartaro provocano l’infiammazione della gengiva e la distruzione di tutti i tessuti che circondano e sostengono i denti (le gengive, l’osso ed il legamento parodontale).

 

I sintomi della parodontite

Il primo e più comune segno della parodontite è normalmente il sanguinamento che può verificarsi dopo l’uso dello spazzolino o spontaneamente. Si possono inoltre riscontrare alitosi, ascessi, retrazione gengivale, aumento della mobilità o cambiamento di posizione di uno o più denti fino alla perdita degli stessi. Questa malattia, purtroppo non dà dolore, quindi è importante che il paziente si rechi dal dentista regolarmente per delle visite di controllo, o appena osservi anche solo uno di questi segni.

Diagnosi e cura della parodontite

Il dentista può diagnosticare e curare la parodontite. La diagnosi di questa malattia è semplicissima, non invasiva e consiste nel far scorrere lungo la superficie dei denti, tra gli stessi e la gengiva, una piccola sonda che consente di rilevare l’infiammazione e l’eventuale distruzione dei tessuti attorno ai denti (tasche parodontali).

 

La terapia consiste primariamente nella rimozione professionale dei batteri contenuti nella placca e nel tartaro che aderiscono alle superfici dei denti e delle gengive. Oltre a quanto svolto dal dentista, è fondamentale che il paziente mantenga i denti puliti usando correttamente e quotidianamente spazzolino, scovolino e filo interdentale. In questo modo la malattia si ripresenta con maggiore difficoltà ed in forma meno grave. In altre parole, generalmente, mantenendo la bocca pulita e limitando il fumo si evita la recidiva della malattia.
Il ricorso alla chirurgia (terapia chirurgica parodontale) è talvolta utilissimo, ma è necessario solo in alcune particolari situazioni cliniche e, comunque, deve sempre seguire e mai precedere un’accurata e scrupolosa pulizia della bocca sia da parte del dentista che da parte del paziente.

 

Consigli pratici

In caso di sanguinamento, rossore e gonfiore gengivale, alitosi, mobilità e spostamento dei denti, è importante che il paziente si rechi dal dentista per una diagnosi il più possibile precoce della malattia parodontale.
Il mantenimento di una bocca pulita attraverso l’uso corretto e quotidiano di spazzolino, filo interdentale e scovolino è di fondamentale importanza per preservare la salute di tutta la bocca, comprese le gengive.

A cura della Commissione Editoriale della
Società Italiana di Parodontologia e Implantologia

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