24 Agosto, 2019
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Alitosi: da cosa dipende?

L’alitosi è una condizione molto comune che colpisce circa il 25% della popolazione. Essa è particolarmente fastidiosa e può influenzare il rapporto e le relazioni con gli altri portando a vivere situazioni di disagio.

In generale, le cause dell’alitosi sono da ricercarsi nel 90% nella bocca e nel 10% altrove. Carie, gengiviti, parodontiti, e una scorretta igiene orale, portano a sviluppare l’alitosi. A volte l’alitosi costituisce un sintomo precoce della parodontite. I batteri anaerobi, ovvero quelli che sopravvivono in assenza di ossigeno, proliferando all’interno delle tasche parodontali producono composti volatili solforosi (CVS) responsabili del cattivo odore. Un’altra causa dell’alitosi è la presenza della placca batterica sul dorso della lingua, che si va a depositare tra una papilla gustativa e un’altra. Ad aggravare la situazione è, inoltre, la mancanza o l’inaccurata detersione degli spazi interdentali che porta ad accumulo di placca e residui di cibo.

In questa situazione il ruolo della saliva è fondamentale in quanto ha La duplice funzione di detersione e di effetto tampone . La riduzione del flusso salivare può avere un impatto enorme nella genesi dell’alitosi. Essa può essere influenzata da molte condizioni : i farmaci, ad esempio quelli antidrepressivi, antipsicotici, diuretici e antipertensivi. Può essere condizionata anche dalle malattie delle ghiandole salivari (Diabete, sindrome di Sjorgen), dalla chemioterapia o dalla radioterapia.

Nonostante l’alitosi sia una condizione molto comune, l’autodiagnosi non è sempre facile ed è buona regola affidarsi ad un Odontoiatra o a un Igienista dentale per effettuare una valutazione corretta. L’esame più utilizzato è quello organolettico (sniff test) nel quale il professionista esamina attraverso il proprio olfatto la presenza o meno di alitosi. Esistono, comunque, in commercio degli strumenti che possono valutarne non solo la presenza ma anche il livello di gravità.

La terapia è strettamente correlata alla diagnosi. Il professionista deve intervenire sulle patologie del cavo orale e istruire il paziente ad avere una corretta igiene orale. È necessario fare attenzione a detergere accuratamente anche gli spazi interdentali con lo scovolino o con il filo interdentale, non dimenticando mai di pulire il dorso della lingua con lo spazzolino stesso o con presidi specifici (puliscilingua o netta lingua – air abrasion con polvere di eritritolo) che hanno il compito di rimuovere delicatamente ed efficacemente la placca batterica.

In presenza di riduzione della quantità di saliva prodotta conosciuta anche come iposcialia, è essenziale prendere alcuni accorgimenti. Il professionista è in grado di suggerire strategie per mantenere umettato il cavo orale, così come dei consigli alimentari che aiutino la gestione dell’alitosi.

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