15 Dicembre, 2019
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Alitosi: da cosa dipende?

L’alitosi è una condizione molto comune che colpisce circa il 25% della popolazione. Essa è particolarmente fastidiosa e può influenzare il rapporto e le relazioni con gli altri portando a vivere situazioni di disagio.

In generale, le cause dell’alitosi sono da ricercarsi nel 90% nella bocca e nel 10% altrove. Carie, gengiviti, parodontiti, e una scorretta igiene orale, portano a sviluppare l’alitosi. A volte l’alitosi costituisce un sintomo precoce della parodontite. I batteri anaerobi, ovvero quelli che sopravvivono in assenza di ossigeno, proliferando all’interno delle tasche parodontali producono composti volatili solforosi (CVS) responsabili del cattivo odore. Un’altra causa dell’alitosi è la presenza della placca batterica sul dorso della lingua, che si va a depositare tra una papilla gustativa e un’altra. Ad aggravare la situazione è, inoltre, la mancanza o l’inaccurata detersione degli spazi interdentali che porta ad accumulo di placca e residui di cibo.

In questa situazione il ruolo della saliva è fondamentale in quanto ha la duplice funzione di detersione e di effetto tampone. La riduzione del flusso salivare può avere un impatto enorme nella genesi dell’alitosi. Essa può essere influenzata da molte condizioni: i farmaci, ad esempio quelli antidrepressivi, antipsicotici, diuretici e antipertensivi. Può essere condizionata anche dalle malattie delle ghiandole salivari (Diabete, sindrome di Sjorgen), dalla chemioterapia o dalla radioterapia.

Nonostante l’alitosi sia una condizione molto comune, l’autodiagnosi non è sempre facile ed è buona regola affidarsi ad un Odontoiatra o a un Igienista dentale per effettuare una valutazione corretta. L’esame più utilizzato è quello organolettico (sniff test) nel quale il paziente esamina attraverso il proprio olfatto la presenza o meno di alitosi. Esistono, comunque, in commercio degli strumenti che possono valutarne non solo la presenza ma anche il livello di gravità.

La terapia è strettamente correlata alla diagnosi. Il professionista deve intervenire sulle patologie del cavo orale e istruire il paziente ad avere una corretta igiene orale. È necessario fare attenzione a detergere accuratamente anche gli spazi interdentali con lo scovolino o con il filo interdentale, non dimenticando mai di pulire il dorso della lingua con lo spazzolino stesso o con presidi specifici (puliscilingua o netta lingua) che hanno il compito di rimuovere delicatamente ed efficacemente la placca batterica.

In presenza di riduzione della quantità di saliva prodotta conosciuta anche come iposcialia, è essenziale prendere alcuni accorgimenti. Il professionista è in grado di suggerire strategie per mantenere umettato il cavo orale, così come dei consigli alimentari che aiutino la gestione dell’alitosi.

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