20 agosto, 2018
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Esiste una correlazione tra parodontite e Alzheimer?

Cos’è il morbo di Alzheimer? Il morbo di Alzheimer è una malattia neurodegenerativa che determina un progressivo declino delle funzioni cognitive.

Essa rappresenta il 60-70% di tutte le forme di demenza e si calcola (fonte Organizzazione Mondiale della Sanità) che colpisca tra i 21 e i 25 milioni di persone al mondo. Per la sua diffusione e per il complesso trattamento di cui necessita, assume i caratteri di un rilevante problema di salute pubblica, nei confronti del quale ogni possibile strategia preventiva e curativa assume grande rilievo.

Quale associazione esiste tra parodontite e morbo di Alzheimer? Il processo che porta allo sviluppo del morbo di Alzheimer, su base infiammatoria cronica, è complesso e multifattoriale, analogamente a quanto avviene per la parodontite con cui diversi studi suggeriscono un’associazione. Tra i numerosi fattori di rischio riconosciuti, è stato infatti evidenziato come la perdita di elementi dentari, la cui principale causa nella popolazione adulta è rappresentata proprio dalla parodontite, sia significativamente associata al rischio di sviluppare il morbo di Alzheimer.
Nei pazienti affetti da morbo di Alzheimer, inoltre, è stata descritta una maggiore severità ed un più rapido declino delle capacità cognitive quando coesistano anche problemi parodontali.

Il Dottor Marco Annunziata della SIdP

È stato ipotizzato che tale correlazione possa trovare una spiegazione nella liberazione nel circolo sanguigno di mediatori pro-infiammatori nei pazienti parodontopatici che sono in grado di superare la barriera emato-encefalica e stimolare le cellule nervose a produrre radicali liberi e ulteriori citochine pro-infiammatorie, determinando un progressivo danneggiamento delle strutture nervose. Un altro meccanismo ipotizzato riguarda la diffusione in circolo di specie batteriche parodontopatogene, quali le spirochete, la cui presenza è stata trovata nel tessuto cerebrale di pazienti affetti da morbo di Alzheimer.

Nei pazienti colpiti dal morbo, inoltre, si assiste ad una progressiva perdita delle funzioni motorie per cui le pratiche di igiene orale sono fortemente compromesse. La comprensione dell’associazione tra queste due patologie è resa ancor più complessa, infine, dal fatto che diversi fattori di rischio, quali diabete, alcol, fumo, fattori socio-demografici, sono comuni tanto al morbo di Alzheimer che alla parodontite, e dal fatto che anche altre patologie sistemiche, che sono state associate ad un peggioramento dello stato cognitivo dei pazienti nel lungo periodo, quali lo stesso diabete e le malattie cardio-vascolari, possono essere a loro volta aggravate dalla presenza di una parodontite non controllata.

Quali effetti benefici possono avere la prevenzione e la terapia della parodontite nei pazienti con morbo di Alzheimer? Sebbene non esistano ancora studi clinici che lo dimostrino direttamente, è ipotizzabile che un’adeguata terapia parodontale nei pazienti affetti da morbo di Alzheimer possa avere effetti positivi anche in termini di controllo della progressione della patologia neurodegenerativa. In ogni caso, come per altre correlazioni tra parodontite e patologie sistemiche, le evidenze scientifiche disponibili suggeriscono che la prevenzione delle patologie parodontali attuata precocemente nel corso della vita di questi pazienti, quando cioè la malattia neurologica non si sia ancora manifestata, può contribuire alla riduzione della progressione dei danni neurocognitivi causati dal morbo di Alzheimer.

Questi aspetti evidenziano quanto in questi pazienti sia ancor più importante attuare, con l’aiuto del proprio dentista, un regolare controllo ed una costante cura della salute orale.

Questo articolo è ripreso dal portale ANSA Salute Denti e Gengive

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