27 Ottobre, 2020
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Impianti dentali corti: cosa sono e quando si usano

Gli impianti dentali ossei sono viti in titanio, materiale biocompatibile e resistente, che possono sostituire uno o più denti mancanti. Il vantaggio di questa procedura è quello di salvaguardare i denti residui evitando di dover riabilitare con protesi fissa o mobile. Infatti nei casi di gravi parodontiti i denti residui sono insufficienti per numero o per posizione per  poter riabilitare con una protesi fissa su denti.

  1. Gli impianti dentali sono sicuri?
  2. Cosa sono gli impianti corti?
  3. Impianti dentali: efficacia a lungo termine

  4. Le indicazioni all’utilizzo di un impianto corto
  5. Posso inserire un impianto corto subito dopo un’estrazione dentaria?
  6. Esistono alternative agli impianti corti in presenza di un’altezza ossea non adeguata?
  7. Gli impianti dentali corti: un’alternativa da valutare

Gli impianti dentali sono sicuri?

Nate negli anni ’60, le procedure di implantologia si sono semplificate ed oggi risultano ancora  più sicure in pazienti controllati dal punto di vista parodontale. Dagli anni ’80/’90 in poi, grazie a tecniche chirurgiche sempre più precise ed evolute, più del 95% degli impianti inseriti hanno ottimi livelli di predicibilità e affidabilità.

La perdita dei denti può determinare un riassorbimento osseo in misura più o meno variabile con conseguente diminuzione della quantità di osso disponibile per inserire impianti necessari per la riabilitazione masticatoria ed estetica.

La mancanza di adeguati volumi e altezze ossee può risultare tale da non consentire un corretto posizionamento di impianti di lunghezza convenzionale, cioè almeno lunghi 8 mm.

Pertanto, per poter riabilitare con una soluzione protesica fissa pazienti con ridotti volumi ossei dei mascellari, è stato introdotto l’utilizzo di impianti di dimensioni molto ridotte, i cosiddetti “impianti corti”, al fine di utilizzare un approccio più semplice, riducendo l’invasività chirurgica, i tempi e i costi riabilitativi.

Cosa sono gli impianti corti?

Gli impianti dentali corti sono protesi dentali che si presentano con una forma e sono realizzati con materiali convenzionali. Devono il loro nome alla lunghezza inferiore a quella classica, pari a 6 o 5 mm.

Impianti dentali: efficacia a lungo termine

Un impianto corto è affidabile come un impianto di lunghezza standard. Una delle caratteristiche che contraddistingue un impianto dentale corto è il diametro più ampio. Questo implica che è in grado di sopportare maggiormente il carico masticatorio. Studi recenti hanno dimostrato che le percentuali di successo e di sopravvivenza degli impianti corti sono equivalenti a quelli degli impianti più lunghi.

Le indicazioni all’utilizzo di un impianto corto?

Gli impianti corti trovano indicazione clinica nelle condizioni in cui non vi sia una altezza ossea adeguata. In particolare, esistono delle condizioni anatomiche sfavorevoli che possono rendere difficoltoso il posizionamento di un impianto di lunghezza standard. Ad esempio, nel mascellare superiore, la vicinanza del seno mascellare oppure, in mandibola, il decorso del nervo alveolare inferiore.

Posso inserire un impianto corto subito dopo un’estrazione dentaria?

Un impianto di ridotte dimensioni può essere inserito anche subito dopo l’estrazione del dente se le condizioni lo consentono (osso residuo di buona qualità, assenza di infezioni) e si parla di impianto post-estrattivo. Quest’ultimo può essere caricato con una corona provvisoria se le condizioni sono ottimali. In alternativa, si aspetta dai 2 ai 6 mesi.

Esistono alternative agli impianti corti in presenza di un’altezza ossea non adeguata?

Quando mancano gli adeguati volumi ossei in seguito alla perdita di elementi dentari, è necessario aumentare le dimensioni ossee mediante tecniche chirurgiche ricostruttivo-rigenerative, aumentando però allo stesso tempo l’invasività dell’intervento, la durata della procedura e del decorso post-operatorio.

Gli impianti dentali corti rappresentano un’alternativa terapeutica da valutare in caso di ridotta altezza ma buon volume e qualità dell’osso residuo. Infatti, l’impiego di impianti corti è possibile anche se vi è una quota inferiore di osso risultando una procedura semplificata e meno invasiva sia nel mascellare superiore che in mandibola. Il vero vantaggio è quello di evitare al paziente ricostruzioni e rigenerazione ossee (rialzo del seno mascellare, riposizionamento del nervo alveolare inferiore, prelievi e innesti ossei).

Gli impianti corti trovano particolare indicazione nei settori posteriori, non estetici, di quei pazienti che rifiutino di sottoporsi a interventi di chirurgia ricostruttiva. È consigliato anche per quei pazienti che sono stati precedentemente sottoposti a chirurgie di incremento osseo andate incontro a fallimento della protesi dentale fissa.

In pazienti con importanti aspettative estetiche, a causa delle corone protesiche che risulterebbero particolarmente lunghe ed innaturali, la scelta di utilizzo di impianti corti potrebbe è inadeguata. Occorre tuttavia precisare come le chirurgie di aumento osseo siano associate a elevate percentuali di complicanze, che spesso possono compromettere il risultato estetico finale.

A cura della Commissione Editoriale della
Società Italiana di Parodontologia e Implantologia

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