12 Agosto, 2020
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Se la gengiva è gonfia ho la parodontite?

Il gonfiore gengivale, spesso generalizzato, in presenza di scarsa igiene orale e, a volte, di contrazione dell’altezza delle gengive, può essere dovuto ad un problema di gengivite e/o parodontite. Talvolta invece, la gengiva gonfia, in corrispondenza di un dente, può essere causata dalla necrosi della polpa del singolo dente, ad esempio per causa cariosa. Nei casi più rari, invece, la gengiva può gonfiarsi per cambiamenti ormonali o quando il paziente assume alcune categorie di farmaci.

Sono molte le domande sull’argomento, affrontiamole insieme:

Cos’è la gengivite e come mi accorgo di esserne affetto?

La gengivite del cavo orale colpisce il 60% dei pazienti sopra i 30 anni, se non trattata, puo’ affligere fino all’80% dei pazienti. É una infiammazione del solo tessuto gengivale, causata dalla presenza di placca batterica, completamente reversibile se la placca viene rimossa. Se non diagnosticata e trattata, può evolvere in parodontite. La gengivite è caratterizzata da rossore, gonfiore e sanguinamento della gengiva, talvolta accompagnato da dolore e sensibilità dei denti.

Non sempre la gengivite causa la parodontite, ma la parodontite è sempre preceduta dalla gengivite. Questo è il motivo principale per cui, se si riesce a curare la gengivite e grazie ad un costante controllo dell’igiene orale, si può impedire l’insorgenza della parodontite.

Cos’è la parodontite?

La parodontite è una malattia cronica che determina la distruzione dei tessuti che circondano i denti ed è causata da alcune specie batteriche presenti nella placca. È presente in circa 20 milioni di italiani (circa 1 su 3) e, in forme gravi, in 8 milioni. La parodontite spesso è silente e i sintomi, sanguinamento gengivale, mobilità dentale , alitosi sopraggiungono spesso in fasi di malattia già presente o avanzata.

Come mi accorgo di avere la gengiva gonfia per un ascesso dentale?

Se è presente tumefazione in corrispondenza di un dente, il gonfiore potrebbe essere causato dalla necrosi della polpa dentale. In alcuni casi potrebbe essere presente anche una fistola(un piccolo foruncolo) dal quale fuoriesce pus. In questi casi la terapia corretta è quella endodontica.

Come deve essere curata la gengivite e la parodontite, e come può essere localizzato un dente con necrosi della polpa?

La terapia della gengivite è un trattamento non chirurgico e si risolve con la rimozione della placca batterica e del tartaro sopragengivale o lievemente sottogengivale. Ciò avviene attraverso l’utilizzo di strumenti ad ultrasuoni o manuali. In presenza di parodontite, la terapia non chirurgica è molto simile a quella della gengivite, ma va effettuata a una maggiore profondità sottogengivale. Se la profondità del sondaggio gengivale è contenuta entro un valore massimo di 6 mm, in soggetti non fumatori, la risoluzione del problema è superiore all’80% nei pazienti con una corretta igiene orale quotidiana. Dopo la fase di terapia non chirurgica, è necessaria una rivalutazione dei risultati raggiunti; i siti che, dopo la terapia non chirurgica non presentano profondità di sondaggio contenuta nei 3 mm, vengono candidati ad una correzione chirurgica del difetto. L’obiettivo sarà cambiare la prognosi dei denti.

Se invece, mediante il test criogenico (del freddo), si individua un elemento dentale con polpa necrotica che ha determinato un ascesso dentale, è necessario effettuare una terapia canalare (devitalizzazione) per risolvere completamente l’ascesso , nel con un successo del 98% circa dei casi.

Quali farmaci possono provocare gonfiore delle gengive?

Esistono ipertrofie della gengiva associate ad assunzione di farmaci. L’aumento di dimensione gengivale puo’ essere un effetto non desiderato di alcuni farmaci come gli antiepilettici, gli immunosoppressori ed i calcio-antagonisti. Le gengive possono aumentare di dimensione, cambiare colore e sanguinare più facilmente. Di solito la risposta infiammatoria è sproporzionata alla placca presente. Non sempre è possibile sospendere il farmaco o sostituirlo ed è opportuno consultare il medico curante nelle situazioni più eclatanti.

Quali condizioni ormonali possono provocare gonfiore delle gengive?

Il brusco aumento del livello di ormoni steroidei (estrogeni e progesterone) nella pubertà in entrambi i sessi può determinare un effetto transitorio sullo stato infiammatorio della gengiva con un aspetto clinico sovrapponibile alla gengivite da placca ma non  sostenuto dalla sua presenza.

Anche durante il ciclo mestruale sono documentati possibili cambiamenti a livello gengivale così come durante la gravidanza. Durante la gestazione è abbastanza comune la gengivite gravidica (circa 65% dei casi) che può permanere anche fino al termine dell’allattamento; meno frequente la cosiddetta epulide gengivale gravidica che si presenta nel 5% delle donne in gravidanza. Entrambe le condizioni vanno incontro a miglioramento clinico e guarigione solitamente con la sola terapia eziologica non chirurgica. A volte, nel caso dell’epulide può rendersi necessaria l’escissione chirurgica.

Conclusioni

Qualsiasi gonfiore a livello delle gengive richiede la valutazione attenta da parte di uno specialista. In questo periodo invitiamo chi presenta un problema al cavo orale di contattare telefonicamente il proprio dentista. L’odontoiatra attraverso un triage telefonico saprà valutare la situazione e consigliare le azioni opportune da compiere.

Il gonfiore può essere superficiale e dovuto solo ad una infiammazione placca correlata oppure essere manifestazione acuta di una situazione più grave, parodontale o endodontica.

A volte l’ipertrofia delle gengive è correlata alla pubertà, alla gravidanza o alla assunzione di alcuni farmaci.

A cura della Commissione Editoriale della
Società Italiana di Parodontologia e Implantologia

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