15 ottobre, 2018
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La clorexidina

La clorexidina è una sostanza antibatterica. È indicata nel trattamento dell’infiammazione gengivale, durante la terapia parodontale non chirurgica o nelle fasi post-chirurgiche.

 

È stata introdotta sul mercato negli anni Cinquanta per la disinfezione delle ferite della pelle. Successivamente ne sono state dimostrate le proprietà di interferire con la formazione della placca batterica e ridurre l’ infiammazione gengivale ed è quindi stata impiegata per la disinfezione del cavo orale.

 

Indicazioni di utilizzo
La clorexidina può essere prescritta dal dentista o dall’igienista dentale, come supporto chimico per ridurre l’infiammazione gengivale, associato all’uso corretto e costante dello spazzolino, dello scovolino e del filo interdentale. Il suo impiego è indicato nel trattamento parodontale non chirurgico della gengivite e della parodontite. Trova inoltre indicazione nelle fasi successive agli interventi chirurgici o alle estrazioni, quando lo svolgimento delle consuete manovre d’igiene orale domiciliare è compromesso. Esistono in commercio diverse formulazioni: collutori, gel, spray e dentifrici, con concentrazioni differenti.

 

Effetti collaterali
La clorexidina ha alcuni effetti collaterali: il più comune è la pigmentazione scura dei denti e delle mucose, in particolare della lingua. Questa colorazione sulle mucose è transitoria e reversibile, mentre sui denti le macchie possono essere rimosse con polveri a base di bicarbonato o paste da lucidatura, utilizzate durante la seduta di igiene orale professionale. Altri effetti collaterali sono l’alterazione del gusto, l’erosione delle mucose, la rapida formazione del tartaro e il gonfiore della parotide.

 

Note
Per le sue caratteristiche, la clorexidina è inadatta all’uso quotidiano per lunghi periodi e in pazienti che non abbiano problemi specifici che ne richiedano l’utilizzo. Il suo impiego deve quindi avvenire su indicazione e controllo del dentista o dell’igienista dentale.

I prodotti a base di clorexidina non devono essere considerati come sostituti permanenti degli strumenti per la rimozione meccanica della placca batterica (spazzolino, filo interdentale e scovolino).

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