20 Novembre, 2019
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Lo sbiancamento dei denti può essere dannoso?

Che cos’è lo sbiancamento dentale?

Lo sbiancamento è un trattamento estetico che si effettua dal dentista e ha lo scopo di migliorare il colore dei denti. Questa tipologia di trattamento, da sempre fatto sotto l’occhio attento dei professionisti, negli ultimi anni è anche spopolato come trattamento beauty da fare a casa in maniera autonoma.

Lo sbiancamento professionale effettuato dal dentista consiste nel posizionare sull’intera superficie del dente un gel a base di perossido d’idrogeno o perossido di carbamide, che una volta esposto a particolari fonti luminose si attiva liberando ossigeno. L’ossigeno riesce così a penetrare nella struttura del dente, innescando particolari reazioni che riescono a scomporre le molecole delle macchie che inscuriscono i colore dei denti. Queste molecole sono di dimensione molto ridotta, incolori e pertanto facilmente eliminabili.

Perché i denti si inscuriscono e si macchiano?

La colpa di denti scuri e poco luminosi è spesso dovuta a problemi di natura genetica o ereditaria o, molto più semplicemente, all’abuso di alcune sostanze. Prima fra tutti la nicotina presente nel tabacco, poi alla caffeina e alla teina. Anche i coloranti alimentari, ormai facilmente trovabili i bibite e energy drink o negli snack, ha un ruolo fondamentale nell’alterazione del colore dello smalto dei denti.

I benefici principali di questo tipo di trattamento sono quelli di migliorare in maniera sensibile l’aspetto estetico del sorriso riportando i denti al loro colore naturale o schiarirli ulteriormente per un risultato ancora più luminoso.

 Lo sbiancamento dentale: pro e contro

Il trattamento di sbiancamento dentale, come qualsiasi atto, presenta alcune problematiche. In primo luogo non si può avere una previsione sicura del livello di sbiancamento che si andrà ad ottenere. Molti sono i fattori che concorrono all’imprevedibilità di questo trattamento come:

  • l’età
  • l’alimentazione
  • lo stile di vita
  • fattori genetici ed ereditari

 

Un altro aspetto da considerare è che si può andare incontro a sensibilità dentinale sia durante il trattamento sia subito dopo: questo è normale ma è necessario che il dentista venga informato tempestivamente.

Si può anche andare incontro a irritazione delle gengive e dei tessuti molli perchè lo sbiancamento può causare infiammazione delle gengive a causa del gel a base di perossido d’idrogeno che viene usato durante la proceduta. Per evitarlo vengono posti su tutte le mucose della bocca dei materiali protezione monouso chiamate dighe.

È necessario sapere che i ponti, le corone o i restauri non possono essere sbiancati. Alla fine del trattamento, pertanto non si potranno uniformano al nuovo colore del resto dei denti.

Lo sbiancamento dentale professionale è controindicato in caso di gravidanza, allattamento, per i pazienti di età inferiore ai 12 anni e per chiunque sia allergico ai perossidi.

 

Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 22 del 26 gennaio 2013 del Decreto del Ministero della Salute del 5 novembre 2012, l’Italia ha recepito la Direttiva Europea 2011/84/UE sui prodotti cosmetici in materia di sbiancamento dentale.

La norma, che modifica la Direttiva 76/768/CEE sui prodotti cosmetici al fine di adeguarla alle recenti acquisizione tecnico-scientifiche, stabilisce delle nuove regole per l’utilizzo dei prodotti contenenti perossido di idrogeno. In sintesi, l’obiettivo della Direttiva è quello di garantire la sicurezza per la salute del paziente, andando a bloccare i trattamenti sbiancanti fai da te.

A cura della Commissione Editoriale della
Società Italiana di Parodontologia e Implantologia

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