14 Maggio, 2021
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Fluorizzazione: informazioni utili per il genitore

Il Fluoro è uno dei minerali maggiormente presente sulla Terra e insieme al calcio e al fosforo è essenziale per la formazione di denti e ossa. L’utilizzo dei fluoruri è il metodo più efficace per la prevenzione ed il controllo delle lesioni cariose. L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) sostiene che la fluoroprofilassi, ovvero la somministrazione di fluoro per rafforzare lo smalto e prevenire la formazione delle carie, sia una metodica di prevenzione utile a tutte le età, senza alcun rischio per l’individuo.

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Come interagisce il fluoro con lo smalto dei denti?

Il funzionamento del fluoro sui denti è semplice: esso trasforma lo smalto costituito da cristalli di idrossiapatite in fluorapatite, una sostanza meno solubile e più resistente agli acidi prodotti dal metabolismo degli zuccheri. Inoltre, è coinvolto nel processo di remineralizzazione dei denti, un meccanismo fisiologico che protegge lo smalto dall’aggressione batterica quando, dopo ogni pasto o il consumo di zuccheri, il ph nella cavità orale si abbassa a valori di acidità. Infine, ha anche un’efficacia antibatterica data dalla capacità di contrastare l’adesione al dente del principale batterio responsabile della carie, ovvero lo Streptococco Mutans.

Rischio di carie e gravidanza

Studi scientifici hanno dimostrato come la quantità di questo batterio, presente nel cavo orale materno, condizioni il rischio di carie del bambino. Infatti, i ceppi batterici di Streptococco Mutans rinvenuti nella saliva dei bambini sono gli stessi ritrovati nella saliva delle loro madri. Di conseguenza, una donna incinta che presenta un’alta concentrazione di Streptococco Mutans, trasmette un maggior rischio di carie al nascituro. In conclusione, la principale fonte di infezione per Streptococco Mutans nei bambini è la saliva materna. Esiste, inoltre, una correlazione tra le condizioni di igiene e di salute orale nelle madri e lo sviluppo di carie dentali nei figli. È però possibile controllare e prevenire tale trasmissione: riducendo la concentrazione salivare materna del micororganismo mediante la somministrazione combinata di fluoro e clorexidina e un attento controllo della placca batterica.

Come possiamo somministrare il fluoro ai bambini?

Il fluoro è naturalmente presente nella quasi totalità dei cibi che mangiamo e nelle acque potabili che normalmente usiamo per dissetarci e cucinare. Pertanto, una rilevante concentrazione di fluoro la assumiamo con la dieta.

Il fabbisogno giornaliero nei bambini varia a seconda dell’età:

  • nei bambini fino a 6 mesi di vita è di 0,1-0,5 mg al giorno;
  • da 6 mesi 1 anno di 0,2-1 mg al giorno;
  • tra 1 e 3 anni da 0,5 a 1,5 mg al giorno;
  • tra 4 e 6 anni da 1,0 a 2,5 mg al giorno;
  • a partire dai 7 anni da 1,5 a 2,5 mg al giorno.

Per una corretta fluoroprofilassi, si raccomanda un’attenta valutazione dell’alimentazione e del contenuto in fluoro dell’acqua utilizzata dal bimbo, facendo attenzione che la concentrazione di fluoro non sia inferiore a 0,6 ppm (parti per milione). È infatti importante predisporre i corretti presidi topici da inserire nelle abitudini domiciliari di igiene orale dei piccoli pazienti. Per questi ultimi, da un lato, va creata una condizione locale che favorisca lo sviluppo di smalto resistente; dall’altro, va evitato un sovradosaggio di fluoro.  Si raccomanda di non utilizzare dentifrici per l’igiene orale del neonato sino ai 10-11 mesi di vita. Successivamente, con la scomparsa del riflesso di suzione, si consiglia di utilizzare dentifrici non fluorati sino ai 3 anni d’età. Dai 3 ai 6 anni di vita, invece, si raccomanda introdurre paste dentifricie a basso contenuto di fluoro (500 ppm) due volte al giorno. Infine, dopo i 6 anni, l’uso di un dentifricio contenente almeno 1000 ppm di fluoro due volte al giorno è di fondamentale importanza nella prevenzione della carie.

Cos’è la Fluorosi dentale?

La fluorosi dentale è l’ipomineralizzazione dello smalto o della dentina, una condizione che si verifica a causa dell’iperdosaggio di fluoro, ovvero a un’ingestione in eccesso di fluoro durante la fase di sviluppo del dente. Clinicamente si manifesta con uno smalto discromico, ovvero con delle macchie persistenti non omogenee bianche-gialle o come piccole aree marroni maculate.

A cura della Commissione Editoriale della
Società Italiana di Parodontologia e Implantologia

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