12 Luglio, 2020
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Lesioni delle mucose orali: non sempre è gengivite da placca

L’infiammazione gengivale, che si presenta clinicamente sotto forma di gengivite, non è sempre dovuta all’accumulo di placca batterica sulla superficie dentale. Difatti all’interno del cavo orale possiamo diagnosticare anche delle reazioni infiammatorie non indotte da placca con caratteristiche cliniche specifiche.

Quali sono le lesioni infiammatorie non indotte da placca più frequenti?

Semplificando, possiamo classificare questi tipi di lesioni infiammatorie a seconda della propria origine in:

  • Gengivite di origine virale
  • Gengivite di origine micotica
  • Malattie gengivali di origine sistemica: disordini mucocutanei
  • Reazioni Allergiche
  • Infiammazioni gengivali di origine traumatica

Cause e trattamento rispetto alla gengivite da placca batterica?

Avvalendoci della classificazione sopraelencata cercheremo di riassumere le cause principali ed il tipo di terapia per ogni quadro clinico.

Gengivite di origine virale

I virus che causano più frequentemente un quadro di gengivite sono il Virus Herpes tipo I e il Virus Varicella Zoster. Questi virus entrano nell’organismo durante l’infanzia e possono dare origine a quadri patologici della mucosa orale seguiti da periodi di latenza.

L’infezione primaria del virus herpetico può generare quadri di stomatite importanti caratterizzati da gengivite severa con ulcerazioni generalizzate e dolorose.

Se la ricorrenza del Virus Herpes è facilmente riconoscibile extraoralmente dalla tipica zona di apparizione labiale, a livello intraorale è spesso confondibile con la formazione di afte anche se quest’ultime di solito non si localizzano mai nelle aree di gengiva cheratinizzata.

Il trattamento consiste nella rimozione attenta e delicata della placca dentale con il fine di evitare sovrainfezioni. La rimozione meccanica della placca può essere associata all’uso di collutori antibatterici e nei casi più estesi o in pazienti immunosoppressi è indicata l’amministrazione di farmaci antivirali per via orale. Normalmente dopo 10-14 giorni si assiste alla guarigione delle lesioni.

herpes.

Gengivite di origine micotica

Le infezioni micotiche che più comunemente possono causare infiammazioni gengivali sono la Candidosi e l’Histoplasmosi.

L’ analisi di campioni microbiologici ha dimostrato, infatti, che all’interno del cavo orale sono presenti varie specie di Candida essendo la Candida Albicans la più frequente.

Normalmente le infezioni da Candida Albicans appaiono in soggetti con difese immunitarie compromesse mentre in soggetti sani è molto difficile osservare della candidosi a livello delle gengive. A livello clinico l’infezione da Candida può manifestarsi in forma di pseudomembrane di colore bianco (candidosis pseudomebranosus).Queste possono essere facilmente rimosse con delle garze o sotto forma di evidenti aree gengivali eritematose. I fumatori affetti da questo tipo di infezione possono sviluppare la formazione di placche biancastre (candidosi tipo placca) non eliminabili. La diagnosi da lesioni leucoplasiche si basa sull’ispezione clinica e può richiedere in alcune circostanze un esame bioptico.

Il trattamento consiste nell’applicazione di gel topici, cioè soltanto nella zona interessata, a base di nistatine o altri agenti antimicotici per un periodo di 7-14 giorni. Nei casi più gravi, definiti sistemici, a volte risulta necessario ricorrere a antifungini per via orale. Un esempio può essere il fluconazolo.

L’Histoplasmosi, invece, è una patologia che colpisce le vie polmonari. Nel 30% dei casi si associa a reazioni infiammatorie gengivali caratterizzate da lesioni con conseguenti ulcerazioni e perdita di tessuto. Il trattamento prevede una terapia antifungina sistemica.

Gengivite di origine micotica

Le infezioni micotiche che più comunemente possono causare infiammazioni gengivali sono la Candidosi e l’Histoplasmosi.

L’ analisi di campioni ha dimostrato che all’interno del cavo orale sono presenti varie specie di Candida essendo la Candida Albicans la più frequente.

Normalmente le infezioni da Candida Albicans appaiono in soggetti con difese immunitarie compromesse mentre in soggetti sani è molto difficile osservare della candidosi a livello delle gengive. A livello clinico l’infezione da Candida può manifestarsi in forma di pseudomembrane di colore bianco (candidosis pseudomebranosus) che posso essere facilmente rimosse con delle garze o sotto forma di evidenti aree gengivali eritematose. I fumatori affetti da questo tipo di infezione possono sviluppare la formazione di placche biancastre (candidosi tipo placca) non eliminabili. La diagnosi differenziale da lesioni leucoplasiche si basa sull’ispezione clinica, potendo essere necessario in alcune circostanze ricorrere ad un esame bioptico.

Il trattamento consiste nell’applicazione di gel topici a base di nistatine o altri agenti antimicotici per un periodo di 7-14 giorni. Nei casi sistemici più gravi è necessario amministrare antifungini per via orale come il fluconazolo.

L’Histoplasmosi è una patologia che colpisce le vie polmonari e nel 30% dei casi si associa a reazioni infiammatorie gengivali caratterizzate da lesioni nodulari con conseguenti ulcerazioni e perdita di tessuto. Il trattamento prevede una terapia antifungina sistemica.

Malattie gengivali di origine sistemica: disordini mucocutanei

I disordini mucocutanei più frequenti sono il Lichen Planus, il Pemfigoide ed il Lupus Eritematoso.

La prevalenza di queste lesioni oscilla tra lo 0,1 ed il 4% nel cavo orale, pur non essendo molto frequenti è utile riconoscere le loro caratteristiche principali per individuare il trattamento d’ elezione.

Il Lichen può manifestarsi su qualsiasi mucosa orale nella sua forma reticolare caratterizzata dalle tipiche striature bianche di Wickman o può originare delle vere e proprio lesioni eritematose generalizzate accompagnate da dolore e bruciore. Il trattamento consiste nel mantenere un elevato standard di igiene orale evitando di traumatizzare i tessuti affetti. Nei quadri con dolore può essere necessario associare dei corticosteroidi locali (creme orali o collutori) per gestire la sintomatologia e far diminuire l’infiammazione locale.

Nei casi di Pemfigoide le lesioni vescicolari non interessano solo la parte superficiale della mucosa ma penetrano al confine con il tessuto connettivale. In queste circostanze oltre alla rimozione atraumatica della placca batterica è sempre necessaria l’applicazione topica di corticosteroidi per mitigare la reazione infiammatoria profonda.

Il Lupus eritematoso è una malattia autoimmune che interessa i tessuti connettivali. Clinicamente si riscontrano delle lesioni a forma di disco di colore bianco circondate da tessuto eritematoso come conseguenza della reazione infiammatoria profonda.

Oltre alla terapia sistemica con anti-infiammatori e corticosteroidi è utile usare dei prodotti topici (gel antimicotici e/o a base di nistatina) per la gestione delle lesioni sintomatiche a livello orale.

Reazioni Allergiche

Le reazioni allergiche all’interno del cavo orale sono molto rare e sono dovute a una iper risposta immunitaria. Ciò può avvenire specialmente dalle immunoglobuline di tipo E (Tipo I) o dai linfociti T (tipo IV).

Alcune reazioni allergiche possono essere causate dal contatto con materiali restaurativi (acrilico-oro-nikel). Si tratta infatti dei materiali impiegati durante una procedura di otturazione o la sostituzione di una corona. Oggi questi materiali sono però sempre meno usati grazie all’uso di materiali metal-free e sempre più biocompatibili. Si possono associare all’uso di agenti chimici per il controllo dell’igiene orale (dentifrici o collutori). In quest’ultimo caso è frequente notare la comparsa di una gengivite eritematosa con dolore cosi come una sensazione di bruciore a livello delle mucose e della lingua.

La risoluzione della lesione si ottiene con la sospensione del prodotto in pochi giorni

Infiammazioni gengivali di origine traumatica

L’ infiammazione gengivale può essere causata anche da agenti chimici, fisici e termici che in maniera iatrogenica o accidentale possono danneggiare il parodonto.

Questi tipi di traumi generano normalmente delle lesioni ulcerose sito specifiche e vengono trattate eseguendo una rimozione della placca atraumatica associate all’uso di un agente antibatterico sotto forma di gel o collutorio a base di clorexidina generalmente. In alcuni casi si raccomanda l’astensione dallo spazzolamento per i primi giorni onde evitare di danneggiare in maniera permanente l’area gengivale colpita.

Conclusioni

L’infiammazione gengivale non indotta da placca clinicamente può dare luogo a zono eritematose evidenti e/o associate a lesioni ulcerose che meritano un controllo professionale per poter eseguire una diagnosi corretta e quindi prescrivere la giusta terapia. I casi più gravi vanno riferiti ad un esperto del settore, un Patologo orale.

Qualsiasi lesione che non guarisca e che non sia stata correttamente diagnosticata merita attenzione e allerta: la diagnosi precoce del carcinoma orale infatti vede gli odontoiatri in prima linea nell’intercettazione dei casi dubbi.

A cura della Commissione Editoriale della
Società Italiana di Parodontologia e Implantologia

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