22 Aprile, 2019
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La salute di denti è minacciata dalla resistenza agli antibiotici

La terapia della Parodontite è messa a rischio da un’eccessiva e sregolata somministrazione di antibiotici.

 

Un uso smodato di questi medicinali incide negativamente sulla persona, causando farmaco-resistenza. Essa rappresenta un serio pericolo non solo per la salute, ma anche nelle cure dentali. Molto spesso gli antibiotici sono prescritti per combattere i germi responsabili delle infezioni del cavo orale. È stato però dimostrato che uno dei 4 batteri causa di infezione è diventato in grado di resistere all’azione del farmaco.

 

I dati forniti da Karin Jepsen, Professore Associato del dipartimento di Parodontologia di Bonn sono allarmanti. Ad EuroPerio 9, congresso della Federazione Europea di Parodontologia tenutosi ad Amsterdam lo scorso giugno il professore ha presentato i risultati di uno studio condotto su 7804 pazienti con parodontite: analizzando i batteri presenti nella loro bocca è emerso che effettivamente alcuni germi sono resistenti a uno o più antibiotici.

 

Il professor Leonardo Trombelli, direttore del centro di ricerca sulle Malattie Parodontali e Perimplantari dell’Università di Ferrara e socio della Società Italiana di Parodontologia e Implantologia, afferma che esistono due problematiche derivanti dalla resistenza agli antibiotici.

La prima è a livello individuale: la resistenza si manifesta non soltanto per le infezioni del cavo orale, ma anche per altre tipologie di infezioni dell’organismo.

La seconda è a livello sociale: se un batterio ha manifestato farmaco-resistenza, anche altri potrebbero non reagire agli effetti degli antibiotici, influenzando negativamente la risposta della popolazione a determinati farmaci.

 

Negli ultimi due decenni le prescrizioni mediche di antibiotici da parte di medici generici sono calate, mentre quelle dei dentisti sono aumentate. Quasi sempre le prescrizioni non sono indicate per controllare la parodontite. Proprio per questo la professione si sta attivando per diminuire l’uso smodato di antibiotici.

 

Lo studio del professor Jepsen è utile per comprendere la gravità della situazione: i pazienti affetti da parodontite presentano anche altre tipologie di patogeni con diversi gradi di resistenza agli antibiotici e “lo scopo del nostro studio era determinare la frequenza di antibiotico-resistenze tra i campioni di batteri presi dalle gengive dei pazienti” – spiega appunto il professor Jepsen. Secondo i dati raccolti è stata determinata una predisposizione a sviluppare farmaco-resistenze da parte di tre dei batteri che causano la parodontite. Per questo è necessario intervenire con gli antibiotici per curare solo i casi più gravi di parodontite, prediligendo trattamenti di strumentazione professionale sotto-gengivale quando possibile.

 

In futuro sarà importante effettuare degli esami sui batteri presenti nel cavo orale prima di intervenire sulla salute della bocca. Questi esami aiuteranno a stabilire una terapia antibiotica più mirata, quando necessaria, evitando, dove possibile, l’utilizzo di antibiotici non efficaci sui germi resistenti alle cure. È fondamentale far presente al paziente di evitare il fai-da-te, utilizzando antibiotici senza controllo medico. Ciò accade spesso quando il paziente ha dolore a un dente. I dentisti infatti devono prediligere terapie di eliminazione meccanica dei batteri presenti, sedute di igiene orale frequenti lasciando l’utilizzo del farmaco antibiotico solo alle gravi parodontiti in stadio III o IV.

A cura della Commissione Editoriale della
Società Italiana di Parodontologia e Implantologia

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