La gengivite, anche nei bambini, è un’infiammazione che interessa esclusivamente la gengiva, senza coinvolgimento dei tessuti di supporto del dente (legamento parodontale, l’osso alveolare ed il cemento radicolare).
Si tratta di una patologia reversibile che, se diagnosticata e trattata precocemente, può regredire completamente.
La gengivite nei bambini rappresenta una condizione frequente e richiede particolare attenzione per evitare che possa evolvere, in età adulta, verso forme più gravi di malattia parodontale (parodontite), soprattutto nei soggetti predisposti. Inoltre, l’infiammazione gengivale non controllata può incidere negativamente sul benessere generale del bambino, provocando dolore e sanguinamento e rendendo così difficoltosa l’igiene orale quotidiana. Le sue caratteristiche, le cause, i sintomi, le strategie di trattamento devono essere conosciute dai genitori, dal momento che la salute gengivale in età pediatrica costituisce la base per la salute orale dell’adulto.
Le cause
La gengivite si sviluppa come risposta infiammatoria locale all’accumulo del biofilm batterico (placca batterica) nel solco gengivale. I batteri del biofilm rilasciano tossine e prodotti metabolici che attivano la risposta immunitaria locale, determinando una cascata di mediatori infiammatori che, se non controllati, mantengono lo stato flogistico.
Le gengive infiammate nei bambini sono molto frequenti, dal momento che le abilità manuali di spazzolamento non sono ancora accurate e la placca tende ad accumularsi soprattutto nelle aree interdentali difficilmente raggiungibili con lo spazzolino. Inoltre, fattori anatomici locali, come mal posizioni dentarie, assenza di gengiva aderente o presenza di frenuli, possono contribuire all’accumulo di placca.
Le caratteristiche cliniche
La gengiva sana si presenta con un colore rosa-corallo e con il caratteristico aspetto a “buccia d’arancia”, mentre in presenza di una gengivite, le gengive diventano arrossate, gonfie, lucide e tendono a sanguinare facilmente durante lo spazzolamento o la masticazione. La diagnosi si basa sull’esame clinico valutando il colore, la consistenza, la presenza di sanguinamento e la quantità di placca. Non sono necessari esami radiografici o test microbiologici per la diagnosi di gengivite. Il clinico utilizzerà la sonda parodontale per valutare lo stato d’infiammazione dei tessuti e la presenza o meno di sanguinamento.

esempio gengivite bambini
Gengivite bambini: rimedi
Il trattamento della gengivite ha come obiettivo l’asportazione della placca muco batterica e l’eliminazione dell’infiammazione.
Un aspetto importante è rappresentato dal miglioramento dell’igiene orale quotidiana e dall’apprendimento delle tecniche di igiene orale corrette. Il bambino, con l’aiuto e la supervisione dei genitori, deve imparare a spazzolare correttamente i denti utilizzando presidi personalizzati (spazzolini di diverse forme e dimensioni). È importante anche l’uso quotidiano del filo interdentale per rimuovere la placca nelle zone interdentali.
Nei casi di gengivite iniziale, una corretta igiene domiciliare può esitare nella completa guarigione in pochi giorni o settimane. Nei casi più avanzati oppure quando la placca si mineralizza e diventa tartaro, è necessario intervenire professionalmente e l’odontoiatra oppure l’igienista dentale rimuoveranno i depositi duri (tartaro) con strumenti specifici. Dopo la fase terapeutica iniziale, saranno necessarie sedute di controllo per verificare la risoluzione dell’infiammazione. Un monitoraggio periodico è essenziale per prevenire recidive e consolidare le abitudini corrette di igiene orale domiciliare.
La gengivite nei bambini è una condizione molto comune ma non deve essere considerata banale. È un segnale di allarme che, se trascurato, può predisporre a problemi parodontali in età adulta. Fortunatamente, nella maggior parte dei casi, la gengivite è completamente reversibile e facilmente controllabile attraverso un’igiene domiciliare corretta, sedute professionali regolari e un’adeguata educazione sanitaria.
Leggi l’articolo in pillole

