13 Giugno, 2021
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Covid: contagi quasi a zero negli studi dentistici italiani

Il Covid è un problema concreto. Ogni campo della medicina, sta indagando le cause, i legami con altre patologie, ma anche il fenomeno in sé. Dai primi contagi e dalla diffusione della pandemia, i dentisti hanno dovuto affrontare il problema di lavorare in totale sicurezza per garantire allo staff e ai pazienti un ambiente sicuro. Ad oggi, a un anno esatto dalla dichiarazione dello stato di emergenza e dalla diffusione della pandemia, possiamo affermare con certezza che tutti gli sforzi fatti hanno portato risultati: gli studi odontoiatrici sono dei luoghi sicuri, lo afferma una ricerca condotta per SIdP.

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Covid: paura, salvaguardia e protezione

Molti pensano che il lavoro all’interno dello studio dentistico si limiti a quello che vedono: l’odontoiatra che opera per salvaguardare la salute orale delle persone e il contributo dei collaboratori a supporto delle sue mansioni. In realtà esiste un lavoro dietro le quinte, una serie di pratiche volte a mantenere elevati standard di igiene e di sterilizzazione che sono una cornice fondamentale per salvaguardare la salute dello staff e del paziente dal primo momento che mette piede nello studio odontoiatrico. Con il diffondersi del Covid, molte persone hanno messo da parte la salute del proprio sorriso, spinte dal timore di essere contagiati nei luoghi dove è necessario togliere la mascherina per potersi prendere cura della propria bocca. Anche prima dell’emergenza Covid, la corretta sterilizzazione degli strumenti è stata sempre fondamentale per tutelare la salute dei pazienti e proteggerli dalle infezioni di altra natura. Le misure di prevenzione anti Covid hanno soltanto rafforzato la sicurezza degli studi dentistici, rendendoli luoghi sicuri.

Studi dentistici: trasmissibilità del virus quasi azzerata

La trasmissibilità del virus all’intero degli studi odontoiatrici è risultata inferiore all’1%. Lo afferma una ricerca condotta da Key-Stone, azienda che si occupa di ricerca di mercato in ambito medico-sanitario, per la SIdP, la Società Italiana di Parodontologia e Implantologia. L’indagine è stata condotta su un campione di 791 tra dentisti e igienisti dentali nelle diverse regioni italiane, per analizzare l’andamento su tutto il territorio nazionale.

Gli strumenti in campo per la lotta la Covid-19 all’interno degli studi dentistici

Per azzerare il rischio di trasmissibilità da Covid-19, i professionisti del settore odontoiatrico hanno fatto ricorso a numerosi strumenti.
Il 98% degli intervistati ha dichiarato di usare mascherine FFp2 o Ffp3. Lo stesso numero ha affermato di impiegare le visiere, mentre l’80% i camici monouso. La ricerca ha evidenziato che un numero rilevante di dentisti effettua regolarmente test rapidi sul personale dello studio, circa il 72%, mentre il 27% esegue questo test anche sui pazienti in ingresso, oltre che sullo staff. Per quanto riguarda invece le azioni di sanificazioni attuate lontano dagli occhi del paziente, circa il 66% degli intervistati impiega tra 10 e 20 minuti per la sanificazione tra un paziente e l’altro.

 

Azioni per la salvaguardia del paziente

Al fine di ridurre il rischio di contaminazione per aerosol, l’88% del campione preso in analisi ha affermato di aver richiesto ai propri pazienti di effettuare sciacqui pre-operatori. L’87% ha dichiarato di preferire la ventilazione naturale degli spazi.L’82% dei dentisti ha implementato l’utilizzo della diga di gomma, un utile strumento costituito da un foglio di lattice (ma esiste anche in materiali diversi per chi è allergico a questo materiale) che il dentista dovrebbe sempre montare prima di eseguire otturazioni o devitalizzazioni. La diga di gomma isola il campo operatorio esattamente come quello dei chirurghi in sala operatoria ed è molto utile per:

  • Isolare, perché impedisce alla saliva e ai batteri di finire sotto restauri o dentro canali del dente durante le devitalizzazioni;
  • Evitare l’ingestione di strumenti, pezzi di dente, o frammenti di vecchie otturazioni.
  • Proteggere guance, lingua e gengive dall’azione di taglio degli strumenti rotanti usati dal dentista
  • Proteggere vicendevolmente dentista e paziente da infezioni crociate trasmesse attraverso la saliva e l’aerosol.

Sicuramente i dati sono chiari: il 70% degli intervistati ritiene che le misure attuate per contenere il rischio Covid siano efficaci e necessarie. Esiste però anche una piccola percentuale di professionisti che al momento le ritiene persino eccessive e costose.

Le misure di prevenzione negli studi dentistici sono efficaci

Gli effetti positivi delle misure di prevenzioni sono ben evidenti. Anche se nel 49% degli studi odontoiatrici si sono verificati contatti con positivi al Covid-19, nel 99% dei casi ciò non si è tradotto in un contagio. Tradotto: meno dell’1% degli studi dentistici presi in esame ha avuto un contagio al proprio interno. Il dottor Luca Landi, presidente della SIdP, commenta in modo positivo i risultati della ricerca: “I dati mostrano che le misure di prevenzione adottate si sono tradotte in un concreto risultato e questo è importante che venga comunicato ai cittadini. Quello a cui stiamo assistendo infatti è a una riduzione della frequenza delle sedute di igiene dentale e di quella con cui i cittadini si recano ai controlli dal dentista. In alcuni casi dettata anche dal timore di frequentare luoghi pubblici. Vogliamo rassicurare quindi che nel caso degli studi dentistici non c’è motivo di preoccupazione”.

A cura della Commissione Editoriale della
Società Italiana di Parodontologia e Implantologia

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