Risposte

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I soggetti diabetici, in particolare quelli con un controllo glicemico non accurato, soffrono di gengivite e parodontite più frequentemente e con aspetti clinici di maggiore gravità rispetto ai soggetti non diabetici.

La diagnosi parodontale si compone di:

L’odontoiatra formula la diagnosi avvalendosi di una sonda parodontale che permette di valutare lo stato di salute/malattia dei tessuti parodontali, una cartella parodontale, documento che permette il monitoraggio nel tempo dell’evoluzione della malattia e uno status radiografico.

No, la malattia parodontale non è una malattia ereditaria.

Sì.

Esistono alcuni farmaci che possono agire come agenti causali di alterazioni a livello dei tessuti parodontali.

No.

La malattia parodontale viene curata dal parodontologo attraverso un piano di trattamento che dipende dalla forma e dalla gravità della malattia parodontale stessa.

Si possono ammalare di malattia parodontale coloro che non osservano una buona pulizia dei denti e che presentano una predisposizione individuale alla malattia.

Il filo interdentale è utile a rimuovere la placca batterica che si accumula tra un dente e l’altro.

Sì, il fumo è uno dei principali fattori che influenzano la progressione della malattia parodontale.

Le gengive servono a proteggere l’osso di sostegno e le radici dei denti.