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Cosa può fare il dentista per la prevenzione del diabete?

Sebbene il diabete abbia raggiunto una diffusione elevata nella popolazione italiana, la percezione delle conseguenza della malattia non è forse del tutto concreta: molte complicanze del diabete potrebbero essere attenuate con semplici provvedimenti che vanno dalla modifica degli stili di vita, a una diagnosi precoce associata ad interventi terapeutici per ottimizzare il controllo glicemico.

Raramente il diabete di tipo 2 esordisce all’improvviso con la classica sintomatologia caratterizzata da sete, poliuria, disidratazione, infezioni.

Spesso, se non sempre, l’incapacità di mantenere la glicemia nei livelli normali durante tutta la giornata è preceduta da un lungo periodo, talvolta anche di 5-10 anni, di iperglicemie occasionali che si possono rilevare sia 2 ore dopo i pasti, sia a digiuno. In alcuni di casi la glicemia a digiuno non supera la soglia “ufficiale” per porre diagnosi di diabete (cioè non supera il valore di 126 mg/dl), ma è comunque stranamente alta (compresa fra 100 e 125 mg/dl).

Questa condizione ha molti nomi: “alterata glicemia a digiuno”, “ridotta tolleranza al glucosio” o “prediabete”.

Dall’International Diabetes Federation (IDF) desumiamo le dimensioni del fenomeno prediabete. Si calcola che, a livello mondiale, vi siano circa 344 milioni di soggetti con “intolleranza al glucosio” (Impaired Glucose Tolerance, IGT), e che nel 2030 questa cifra salirà a 472 milioni, con una prevalenza, nella popolazione di età compresa fra 20 e 79 anni, destinata a variare dal 10,2 all’11%. Includendo anche i pazienti con diabete conclamato, si può calcolare che, per la stessa data (2030), circa un miliardo di soggetti, nel mondo, saranno portatori di una forma più o meno grave di disordine del metabolismo del glucosio. Da qui l’urgente necessità di un intervento che ponga un argine alla diffusione epidemica del diabete prevenendone l’insorgenza a partire dalle sue fasi più precoci e cioè dal prediabete.

Diabete, prediabete e obesità riconoscono come elementi causali, insieme con indiscussi fattori genetici, un eccesso di introduzione calorica e un difetto di attività fisica. È perciò implicito che le modificazioni dello stile di vita debbano rappresentare lo strumento primario di prevenzione e di cura di tutte le forme di abnorme regolazione del metabolismo del glucosio. Una serie di studi ha dimostrato, in effetti, la possibilità di prevenire la progressione dal prediabete al diabete e di ridurre il rischio di complicanze vascolari intervenendo sullo stile di vita. L'identificazione precoce ed il trattamento del prediabete può quindi interrompere la sua progressione. Risultano necessarie più opportunità per lo screening del pre-diabete e del diabete e per monitorare il controllo glicemico in soggetti già diagnosticati.

Poiché molte persone visitano ogni anno un odontoiatra, ma non un medico di base, la visita odontoiatrica può servire come un momento opportuno per lo screening del diabete o del prediabete, ad esempio individuando alcuni segnali precoci a carico delle gengive.

Raramente, infatti, il prediabete è una condizione caratterizzata da sintomi precisi: il paziente nella maggior parte dei casi è completamente asintomatico (nel maschio talvolta può comparire difficoltà della funzione sessuale) e per tale motivo non ritiene importante rivolgersi al medico ed eseguire esami ematici e strumentali di controllo e tanto meno sottoporsi a modifiche dello stile di vita (ad esempio smettere di fumare o dimagrire).

L’odontoiatra deve monitorare chi presenta familiarità per patologia diabetica, chi soffre già di ipertensione arteriosa, dislipidemia (livelli elevati di grassi nel sangue), chi ha partorito un bambino di peso superiore ai quattro chili o chi è obeso e in sovrappeso.

Inoltre deve rafforzare le misure preventive su chi ha compiuto i 45 anni, è leggermente o decisamente sovrappeso (cioè con un indice di massa corporea, BMI, compreso fra 25 e 30 kg/m2) e ha già registrato in famiglia uno o più casi di diabete.

Ma soprattutto, il dentista può suggerire una visita specialistica presso un diabetologo.

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